Conformità al GDPR

Ma è necessario adeguarsi alla norma della privacy?

Ma quando mai andranno a verificare proprio me?

Se proprio devo fare verifiche inizieranno dai più grossi, non dai piccoli 

Queste sono alcune della osservazioni  che mi sento dire quando propongo di conformarsi alle leggi sulla privacy ed in particolare al regolamento europeo, GDPR.

Cercherò di spiegarmi raccontando un caso che mi ha visto coinvolto.

Un’azienda, della quale per ovvii motivi non dirò il nome, commercializza pompe importandole dai paesi asiatici. Per poterle vendere in Europa le macchine devono avere la certificazione CE.

Non tutte le macchine che commercializzava avevano la certificazione CE, nonostante questo avevano un mercato perché affidabili. L’attività commerciale procedeva senza intoppi. Il titolare non si preoccupava molto delle norme applicabili tanto che le sottovalutava palesemente.

Un giorno, a valle di una vertenza sindacale di un dipendente, la guardia di finanza ha fatto un controllo: ha trovato tutto in ordine, però ha rilevato la non conformità nell’utilizzo del marchio CE.

Ha bloccato l’azienda, finché, con il mio supporto, non ha prodotto gli attestati di conformità, i quali sono stati consegnati al comandante della sezione locale della GdF. L’incartamento è andato a Roma, al loro ufficio centrale e dopo alcune settimane si è avuta la risposta positiva e quindi l’attività è potuta riprendere.

“Morale: si può essere verificati anche se si è piccoli perché si incappa in un controllo parallelo.”

Conviene sempre essere conformi, con attività preventive che hanno basso impatto sulle attività e richiedono poco investimento economico.

Il KIT PRIVACY proposto, già scontato, ha un prezzo irrisorio che mette al riparo da eventuali sgradite sorprese.


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